Architettura ecosostenibile: un idea

Architettura ecosostenibile

 

Dopo i fatti di Parigi, e non parliamo del meschino attacco, ma della Conferenza sul Clima, il termine architettura ecosostenibile è prepotentemente tornato alla ribalta aprendo forti interrogativi sul ruolo dell’architettura all’interno del processo verso la sostenibilità.

La recente storia dell’architettura propone fin dal 1980 una visione bioclimatica dell’architettura, intesa come un tipo di progettazione che garantisce un maggiore comfort ad un minor impatto ambientale,  grazie all’eliminazione di sistemi convenzionali ad alto impatto energetico. Successivamente all’architettura bioclimatica si affianca la “bioarchitettura” o architettura ecosostenibile.

Osserviamo l’insorgere di nuovi aspetti prima non del tutto sviluppati come il risparmio energetico, la protezione della natura; si aggiungono poi valori spirituali e si rafforza il concetto di benessere dell’uomo, ora alla ricerca solo del benessere materiale.

L’architettura ecosostenibile ha quindi come scopo primario quello di costruire spazi per il benessere psicofisico dell’uomo.

Da quando nel 1987 inizia a farsi vivo il concetto di “sviluppo sostenibile”  la progettazione architettonica inizia ad essere parte di un approccio generale unitario per lo sviluppo, al centro del quale torna l’ecosistema.

Rimane comunque complicato dare una definizione esatta di  architettura ecosostenibile in quanto racchiude in se i principi di tutte le discipline che si occupano di proteggere l’ambiente come bioclimatica, bioarchitettura e bioedilizia, oltre che i disagi e le istanze di una società che sente la modernità spesso come un malessere.

Per  queste ed altre ragioni la ricerca di una immagine dell’architettura ecosostenibile procede tra mille contraddizioni e forzature, anche se sempre più architetti sentono la sua formulazione come un passaggio imprescindibile verso nuovi spazi di benessere per  l’uomo e per l’ecosistema intero. Per primi furono i  fratelli Olgyay a cimentarsi con la  bioclimatica, approfondendo in modo particolare l’aspetto del controllo solare. Ma è con la crisi energetica Europea che l’approccio bioclimatico alla progettazione architettonica e urbana diventa più rilevante.

Architettura ecosostenibile & Green BuildingArchitettura Ecosostenibile

Oggi, la sostenibilità ambientale è un tema  sempre più attuale e l’edilizia è un campo in cui c’è ancora molta strada da fare in  direzione green. Le architetture civili risultano altamente energivori e con i tre quarti della popolazione europea che vive  all’interno delle città è evidente che siano proprio gli agglomerati urbani le  grandi aeree a rischio.

Per Green Building o “architettura ecosostenibile” si intende quindi  il  modello costruttivo che sviluppa edifici “verdi” capaci di minimizzare  l’impatto ambientale e di rispondere alle esigenze degli utenti nel miglior  modo possibile.

La progettazione dell’edificio secondo il principio del Green Building mira alla  realizzazione di una costruzione dagli avanzati aspetti di ecosostenibilità che si  concretizzano ad esempio in:

  • nella scelta di materiali ecocompatibili,
  • nel controllo  dell’irraggiamento solare,
  • dosaggio della luce naturale negli spazi
  • impiego virtuoso della luce artificiale,
  • attenta gestione di  acqua e combustibili,
  • utilizzo di energie rinnovabili,
  • ridotte  emissioni di CO2.
  • Il tutto nella finale creazione di ambienti salubri e confortevoli

Dal punto di vista della tecnologia dell’architettura, sostenibilità o sviluppo durevole, significano porre grande attenzione alle risorse fisiche, ambientali, energetiche e tecnologiche del nostro pianeta e alle questioni relative alla salute e all’efficienza dei processi costruttivi in modo che questi provochino il minor impatto possibile sull’ambiente e sui singoli individui. Di conseguenza,  sostenibile è un edificio  costituito a partire da materiali omogenei, facilmente separabili in fase di manutenzione, trasformazione, smontaggio, demolizione, smaltimento e riciclaggio.

“Costruire sostenibile” e “architettura ecosostenibile” ecco cosa significano:

Architettura Ecosostenibile: School of Art, Media and Design

  • curare le scelte di progetto in relazione a: forma e orientamento, rapporto coperto/scoperto, soleggiamento, irraggiamento, produzione di ombre, geometria delle pareti esterne e delle coperture;
  • porre attenzione alle scelte relative agli impianti;
  • curare le scelte relative allo “stile” costruttivo
  • porre attenzione alla progettazione del verde, del paesaggio, del quartiere

 

l’obiettivo generale dell’approccio bioclimatico, e quindi dell’architettura ecosostenibile, è quello di progettare  e costruire edifici che non causino sprechi e che non esercitino gravi effetti negativi sull’ambiente e sulla salute degli abitanti.

Le metodologie  progettuali bioclimatiche note sono:

  • Morfologia dell’area di intervento : andamento orografico del terreno – pendenza e orientamento
  • possibilità di soleggiamento del terreno e la relazione con i venti dominanti
  • Valutare presenza di masse d’acqua: le grandi masse d’acqua fungono da regolatori termici
  • Altitudine del sito
  • Orientamento dell’edificio in funzione dei fattori climatici principali
  • Clivometria
  • Orientamento dei pendii
  • Corretto rapporto edificio e elementi naturali presenti
  • Isolare termicamente l’involucro edilizio:  isolamenti green e/o tetti verdi
  • Convertire la radiazione solare in energia termica o elettrica
  • Utilizzare materiali naturali e non dannosi per la salute
  • Evitare eccessivi apporti solari in estate mediante oggetti e/o schermature
  • Consentire alla radiazione solare di penetrare in inverno all’interno dell’edificio
  • Garantire la ventilazione naturale
  • Utilizzare superfici vetrate con bassi valori di trasmittanza termica
  • Riutilizzo dell’acqua piovana
  • Limitare le aperture rivolte a nord
  • Impianti geotermici ove possibile

Lo studio dei fenomeni climatici a scala locale consente quindi di determinare la potenzialità del sito per il controllo climatico passivo degli edifici.

Altro parametro da esaminare in fase progettuale è il rapporto tra la superficie disperdente dell’involucro di un edificio e il volume da esso delimitato (S/V) che è definito compattezza.  Maggiore è la compattezza di un edificio, minori saranno le dispersioni.  Il rapporto S/V diminuisce con l’aumentare del volume. In un edificio passivo il rapporto S/V ottimale dovrebbe essere inferiore a 0,6.

Sarebbe appropriato nel momento in cui si avvia un’opera di architettura ecosostenibile tenere in conto alcuni principi:

  1. Principio di energia primo: gli edifici devono ridurre il ricorso ad energie non rinnovabili
  2. Principio di energia secondo: gli edifici possono, e quindi devono, diventare produttori di energia
  3. Principio di non dannosità: gli edifici devono controllare le emissioni di tutti prodotti e i sottoprodotti che scaricano nell’ambiente, durante il processo di vita dell’edificio
  4. Principio di qualità: gli edifici devono soddisfare con le proprie prestazioni, le esigenze degli utenti presenti e future per il tempo di vita previsto
  5. Principio di flessibilità: gli edifici devono poter essere adattati alle modificazioni del quadro esigenziale degli utenti in condizioni compatibili con l’economia.
  6. Principio di rispetto delle risorse: gli edifici devono prevedere per la propria realizzazione e per il proprio funzionamento il minor uso possibile di risorse non rinnovabili
  7. Principio dell’acqua: gli edifici devono consentire in tutte le loro fasi di vita non solo il minor consumo possibile di h2o, ma devono collaborare a raccoglierla e conservarla
  8. Principio di non invasività: gli edifici devono occupare la minor quantità possibile di territorio
  9. Principio di sviluppo: gli edifici devono contribuire allo sviluppo della produzione di beni e servizi per settori industriali che ad essi conferiscono prodotti
  10. Principio di innovazione: gli edifici devono diventare gli elementi trainanti dello sviluppo tecnologico delle società

L’architettura ecosostenibile è forse la sfida più grande che si confronta con l’innovazione. Anche se la maggior parte degli sprechi energetici non è imputabile a edifici e costruzioni in generale, l’architettura ecosostenibile è forse l’aiuto maggiore che l’architettura puó dare al benessere degli individui nel mondo post Conferenza del clicma di Parigi 2015!

photo credit: Anxious Climate: Architecture at the Edge of Environment via photopin (license)
photo credit: School of Art, Media and Design via photopin (license)

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Architettura ecosostenibile
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Architettura Ecosostenibile: Nascita e sviluppo del filone dell'architettura che fa della biosostenibilitá la propria essenza
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Progetto Ristrutturare
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7 pensieri su “Architettura ecosostenibile

    1. Ciao Denny,
      bhe quello che dici è sacrosanto, ad ogni modo oggi sono tantissimi gli architetti e gli studi di architettura che progettano seguendo questa linea di pensiero… una volta che le leggi dei vari stati saranno più inclini a “sponsorizzare” e promuovere questa visione e i committenti piú sensibili agli aspetti ecologici (ci piace ricordare anche che a lungo termine sono scelte che premiano anche a livello economico) allora si che vivremo in un Eden 🙂

    2. Hai perfettamente ragione Denny. Per la mia tesi in Architettura bioclimatica ho fatto uno studio sull’uso delle energie rinnovabili e sono rimasta colpita da una “tecnologia” (se così si può chiamare) che è poco conosciuta e che, a mio avviso, merita di essere “sposorizzata”. Parlo delle Fog Harvesting, l’avevi mai sentita?

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